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CASE E APPARTAMENTI IN TUTTE LE ZONE E QUARTIERI DI MILANO

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ZONA VILLAPIZZONE











TEXT CACHED
Nella relazione fatta in occasione della visita pastorale del cardinal Giuseppe Pozzobonelli (13 marzo 1752) troviamo che Villapizzone non fa più parte della Pieve di Bollate, ma è aggregata a quella di Trenno.
Quando sorse la parrocchia di Villapizzone? Ai tempi di san Carlo quando una cura veniva eretta parrocchia lo si faceva con una bolla, la bolla recava la data di erezione.
E come non è possibile stabilire per l’antica parrocchia di Villapizzone una data di inizio, non è possibile sapere quando sorse la prima chiesa.
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A suffragare la tesi di Giacomo Stella abbiamo una lettera che il conte Paolo Camillo Marliani invia da Milano al curato di Villapizzone il 16 novembre 1536.
Presso la Curia di Milano, in una nota delle entrate della chiesa di Villapizzone datata 1560 si trova scritto: «Notta et lista delli Intrate et paramenti della giesia di santo Martino In strata de vilipizono plebe de bolati ducato di Milano ».
Il Cardinale visiterà tutte le parrocchie di questa pieve e precisamente: Trenno, Quarto Uglerio (Quarto Oggiaro), Villapizzone, Garegnano, Cassina del Pero, Figino.
È un’ulteriore precisione la sua, nel periodo in cui scrive il documento non erano più gli abati che ave vano tale diritto, ma gli uomini di Villapizzone.
Il monaco, che era Rettore della chiesa di San Martino di Villapizzone, trascrive un documento che si era sempre conservato nell’archivio sino al 1507 e ci tramanda notizie interessanti.
Dalla relazione fatta in occasione della visita pastorale di San Carlo Borromeo, il 25 luglio 1573 (2), vediamo che il borgo è chiamato già Villapizzone, è pertanto da ritenere inesatta l’affermazione dell’Anselmi.
Parrocchia San Martino Villapizzone
Mi sembra sia la prova che il famoso san Martino In Strada in pieve di Bollate, vicino ad Affori, sia proprio quello di Villapizzone, già demolito nel 1573 quando giungerà san Carlo Borromeo.
La zona divenne agricola e con l’insediamento di persone sorsero i villaggi, uno di questi fu appunto Villapizzone (villaggio-piccione).
Villapizzone, Arese, Cassina Amata, Castellazzo, Cesate, Garbagnate, Novate Milanese, Pinzano e Senago formavano la pieve di Bollate.
Un’ulteriore prova che alla chiesa di san Martino vescovo, esistente nel 1573, ne preesisteva un’altra l’abbiamo da questo documento che si trova nell’Archivio parrocchiale: « L’anno 1573, Li 26 Luglio Certifico che il corpo del quondam (fu) Nobile Signore Siro Omodei tumulato nella vecchia chiesa di san Martino l’anno 1528, si è trovato tutto intero e si è trasportato avanti l’altare della Beata Vergine, et per fede Sottoscritto Prete Pietro Vago Rettore di San Martino di Villapizzone».
In due lettere che trovate nel capitolo «documenti », dopo aver detto che gli spagnoli avevano messo a fuoco l’archivio, la casa parrocchiale e metà del paese, egli descrive come è sorto Villapizzone, sentiamo: «La “parrocchia” di Villapizzone è antichissima, risale al sesto secolo di Cristo.
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— Continua il rettore di San Martino dicendo che — erano i monaci a riscuotere decime e primizie, poiché dovevano pensare al sostentamento, all’alloggio ed al vestiario dei sacerdoti che inviavano nelle chiese esistenti nella zona, e che tali sacerdoti erano chiamati rettori ».
Di Villapizzone non vi è traccia, ma un attento esame può portare a considerazioni che mi sembrano importanti.



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contenuti: Villapizzone, Parrocchie, catechesi, oratori, San Luigi Villapizzone, attività sportive, orari messe, Milano, SLV, chiese




TEXT CACHED
Aumentano, così, le richieste di corsi di studio per diventare addetti stampa delle case di moda, fashion stylist, fashion marketing e molto altro ancora.

Proprio dalla capacità di riferimento della pagina letteraria è derivata la pagina giornalistica, forse sua ultima zona terminale.
Da anni gli editori lamentano un calo crescente nelle vendite dei giornali le cui responsabilità si fanno risalire alla scarsa propensione per la lettura da parte degli italiani e alla loro preferenza per i telegiornali Alessandro Barbano, caporedattore al quotidiano Il Messaggero, avanza una nuova tesi e con questo libro si propone di dimostrare che esiste una stretta correlazione tra la crisi di vendita dei quotidiani e la loro omologazione culturale.
Dando voce a narratori, diversi e inconsueti, dagli Elfi dell’Appennino toscano alle famiglie della comunità di Villapizzone a Milano, l’autore pone in risalto come si possano costruire significati e raggiungere il benessere soggettivo utilizzando il mondo degli oggetti come espressione della personalità individuale, di emozioni positive, di capacità creative e, quindi, di evoluzione sociale e culturale.



valutazione:
contenuti: zona villapizzone




TEXT CACHED
è parlato finora della vendita di San Siro – ha detto Brandirali all’apertura del convegno -, diventata tanto più urgente con l’emergere del rallentamento delle opere per la messa in sicurezza dovuto alle lungaggini dell’ente pubblico.
Storia Le fasi principali dello sviluppo edilizio della zona evidenziano che, alla fine dell’Ottocento, tutta l’area risultava ancora interamente destinata alle attività agricole, predominanti anche negli anni del secondo dopoguerra con un’iniziale presenza di residenze attorno a piazzale Abbiategrasso.
L’area definita dal masterplan ha il carattere di un macro-isolato definito in modo netto da tre porzioni : parco pubblico, zona residenziale e spazio pubblico.
Previsti anche un asilo nido, la scuola materna e la nuova sede del municipio «Mille case sull’area ex Falck» Sesto, accordo tra sindaco e gruppo Caltagirone: quartiere per duemila residenti SESTO SAN GIOVANNI - Mille appartamenti a disposizione di duemila nuovi residenti.
Il Protocollo costituisce una tappa importante per la riqualificazione dell’area compresa tra la zona di Porta Ticinese e il Parco delle Basiliche in attesa di sistemazione a seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Si tratta di sistemi complessi e di elevata tecnologia per ridurre di circa il 90% il tempo di effettuazione dei lavori proprio con lo scopo di minimizzare i disagi alla cittadinanza derivati dall’apertura dei cantieri, ossia le limitazioni e le deviazioni del traffico privato e delle linee di trasporto pubblico nella zona.
jpg Sbaglio o dentro questi capannoni c'è un mega centro di vendita all'ingrosso di articoli di carta?:) Ci sono stato a Giugno:D.
Qualcuno sa cosa stanno combinando in viale Palmanova? Stanno completamente rifacendo la zona con gli innesti per la tangenziale, ma si sa come dovrebbe venire al termine dei lavori?.
Approvato in Giunta il progetto definitivo per i il restauro del Ponte vecchio e la sistemazione della sponda destra e delle aree vicino Piazza Piccoli Martiri Il Ponte sul Naviglio Martesana sarà restaurato e riportato al suo antico splendore De Corato: alla collaborazione con la Regione costruiremo un’isola ambientale nella zona di Ponte Vecchio e daremo una nuova dignità alla Piazza Piccoli Martiri, un luogo di grande valore emotivo e storico per i cittadini milanesi" Riccardo De Corato - Vice Sindaco / Lavori Pubblici 26/07/2005 E’ stato approvato il progetto definitivo di restauro del Ponte vecchio, della sistemazione della sponda destra del Naviglio Martesana e della Piazza Piccola Martiri.
Dal 6 luglio, poi, ogni lunedì e mercoledì si terranno presso la zona sportiva lezioni di beach Badminton.
Ma sulla delibera di vendita del 34 per cento della Sea continuano i tormenti della maggioranza, soprattutto di FI.
Il processo di pianificazione che ne scaturisce sfocia nell’approvazione della variante al PRG Zona speciale Z2 nell’ottobre 1991 e nel successivo espletamento di un Concorso di architettura nel 1991/1992.
Inoltre, sul lato sud del parco (via Appennini) si prevedono le aree attrezzate, le isole di gioco per bambini, in modo da creare una zona più permeabile che sia utilizzabile sia dai residenti del parco che dai residenti della via Appennini e dell’immediato intorno.
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Il provvedimento quadro intendeva arginare il degrado estetico attualmente esistente in alcuni ambiti cittadini, correlato alla scarsa manutenzione di chioschi e banchi nonché al disordine della merce esposta e all’inadeguata scelta dei prodotti in vendita.
a porta romana dei grattacieli non starebbero nemmeno male dato che in zona vi sono parecchi condomini gia sui 12-15 piani, e quella specie di torre residenziale tonda e colorata; spero pero che nel progetto sia prevista anche la costruzione di una stazione passeggeri vera e propria che vada a sostituire quella che c'è adesso.
NUOVA PERIZIA SULLA SEA Riguardo l'iter della delibera della vendita del 33% di Sea in corso di discussione in Consiglio comunale, l'assessore al Bilancio Mario Talamona ha comunicato che la Giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo che affida a Mediobanca il compito di eseguire una perizia tecnica giurata sul valore della quota Sea che il Comune di Milano intendere vendere.
Ci saranno, inoltre, mille nuovi appartamenti, metà dei quali di proprietà comunale lungo via Trento Anche la viabilità sarà rivoluzionata: è prevista la chiusura della stessa via Trento dal lato di via Italia, mentre il traffico sarà deviato su una nuova strada collegata all’area in cui sorgerà il nuovo centro commerciale.
I quartieri interessati sono Quarto Oggiaro, Vialba, Bovisa, Bovisasca, Villapizzone, Certosa e Musocco.
Mediobanca, infatti, è già stato global coordinator nel caso della prima vendita Sea del 2001, poi ancora ha maturato esperienza nel settore aeroportuale avendo curato la collocazione in Borsa degli aeroporti veneziani.
Il Comune incasserà circa 153 milioni dalla vendita dei diritti edificatori: dalla Regione (78 milioni) e dai privati (75 milioni).
Dopo un’indagine sull’offerta di sosta in zona, svolta dalla Polizia Municipale, sono state individuate 3mila strisce gialle per il parcheggio gratuito dei residenti, mentre risultano più di 900 le strisce blu per il parcheggio a pagamento (1,20 euro all’ora, dalle 8 alle 19).
L’auspicio è poi quello che i proventi della vendita vengano investiti in un’ottica solidaristica dello sport, e che quindi lo sport di vertice contribuisca al miglioramento dello stato degli impianti e delle società sportive di base.
Per i capigruppo presenti è risultata fondamentale la definizione della Convenzione che darà garanzia della pubblicità del servizio offerto dallo stadio, e il fatto che l'operazione finanziaria vada a beneficio della riqualificazione complessiva della zona del Meazza, secondo i criteri moderni di per le famiglie", fruibile tutti i giorni e non solo nelle ore della partita.
1992, su ricorso avanzato da alcuni cittadini residenti in zona, successivamente confermata dal Consiglio di Stato ben cinque anni dopo con pronunciamento del 21.
Inoltre, un importante sistema di giardini pensili, che si svilupperà su una superficie complessiva di circa 10000 metri quadrati, contribuirà alla salvaguardia dell'equilibrio climatico dell'intera zona, dando ampie superfici traspiranti che favoriranno il raffrescamento estivo.
Foto Archivio Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci Vai al diario di bordo occasione dell'arrivo del sommergibile a Milano Atm comunica che, per consentirne il passaggio sul territorio cittadino, ha programmato una serie di interventi straordinari che prevedono temporanee modifiche di percorso delle linee tranviarie e filoviarie transitanti nella zona.
Al via, poi, le convenzioni con i privati e i contratti di quartiere: le case Aler di alcune zone storiche (come il Gratosoglio) riserveranno appartamenti per gli studenti.
«La Regione - ha detto Verga - si è comunque detta disponibile per una ricollocazione degli alberi in un'altra zona dell'area».
:) SOSTA IN ZONA BIXIO-RISORGIMENTO L’entrata in vigore della sosta regolamentata nel 14", l’area Bixio-Risorgimento slitta dal 1° al 15 luglio.
L’elemento centrale del parco sarà la “Biblioteca degli alberi”, un luogo di svago e collegamento tra le diverse realtà della zona: il nuovo Polo Istituzionale, la Città della Moda e i quartieri adiacenti.
Grazie a questo intervento l’intera zona, estesa ai quartieri circostanti fino all’area del Cimitero Monumentale, sarà servita da una nuova rete di cogenerazione per la fornitura della climatizzazione invernale ed estiva, con una nuova centrale allo scopo realizzata da AEM, che abbatterà almeno del 30% le emissioni nell’ambiente.
La decisione è stata presa dall’assessore ai Trasporti Giorgio Goggi, per consentire ai residenti di ritirare gli appositi pass per l’utilizzo delle strisce gialle presso il comando della zona Venezia della Polizia Municipale di via Sansovino 9 che per rendere più sollecita la distribuzione dei contrassegni, ha disposto un ulteriore avviso agli interessati nelle portinerie e nei negozi della zona.
E ciò dopo aver stanziato per questo importante progetto 130 milioni di euro provenienti dalla vendita del 17% della quota di AEM” I progetti vincitori, i selezionati e i segnalati saranno parte della mostra Abitare a Milano che verrà inaugurata domani, 20 luglio alle ore 18.
Il Comune, inoltra, introita circa 153 milioni di euro dalla vendita dei diritti edificatori alla Regione Lombardia (78 milioni di euro) e ai privati (75 milioni di euro).
[Archive] Milano: archivio 3 Aree Metropolitane
Next 2 Milano NEXT 2 Milano è il secondo e più evoluto episodio di un progetto già realizzato da Marco Piva ad Osaka, in Giappone: un edificio concepito come scheletro strutturale all’interno del quale gli utenti possono disegnare per sé stessi appartamenti articolati anche su più piani e spazi fortemente personalizzati.
Milano: archivio 3 [Archive] - SkyscraperCity
Si renderà necessario, infatti, rimuovere alcuni tratti della rete aerea che fornisce enercgia elettrica a tram e filovie transitanti nella zona.
Nella redazione del cronoprogramma sono state attentamente valutate sia le esigenze del Comune sia quelle dei commercianti che lavorano nella Galleria e in zona.
Dal 2000 ad oggi · Febbraio 2000 Promozione Accordo di Programma · Ottobre 2000 Istituzione Fondazione Città della Moda · Marzo 2001 Pubblicazione della proposta di variante · Dicembre 2001 Approvazione della proposta iniziale di Programma Integrato di Intervento da parte della Giunta · Dicembre 2002 Definizione del progetto urbanistico · Aprile 2003 Pubblicazione Bando di Concorso per i Giardini di Porta Nuova · Luglio 2003 Sottoscrizione dei Protocolli d’Intesa per la vendita dei diritti edificatori Comune - Privati; Comune - Regione Lombardia · Novembre 2003 Pubblicazione del Programma Integrato di Intervento · Febbraio 2004 Aggiudicazione del Concorso Internazionale di Progettazione per i Giardini di Porta Nuova · Aprile 2004 Proclamazione vincitore del Concorso di Progettazione per l’altra sede regionale; Udienza pubblica · Giugno 2004 Approvazione dell’Accordo di Programma e ratifica in Consiglio Comunale · Febbraio 2005 Approvazione del Planivolumetrico “Città della Moda” da parte del Collegio di Vigilanza · Luglio 2005 Stipula convenzione con soggetti privati e Regione Lombardia Prossimi sviluppi: · Autunno 2005 Concorso di Progettazione e realizzazione per la nuova sede del Comune; Concorso di Progettazione per le attività culturali, museali e universitarie della moda · Settembre 2005 Permessi di costruire e apertura dei cantieri · Entro 2009 Esecuzione e completamento dei lavori Area Garibaldi-Repubblica.
Qui a Quarto Oggiaro nell’ex area industriale della zona entro il 2005 sarà pronto un nuovo parco di 100 mila metri quadri".
Dopo piazzale Libia, il Centro direzionale e l'area di via Paolo Sarpi, la zona Bixio-Risorgimento è la quarta verso la cinta filoviaria, oltre i Bastioni, interessata dalla nuova disciplina della sosta regolamentata.
Qui sempre a Quarto Oggiaro, nell’ex area industriale della zona, entro il 2005 sarà pronto un nuovo parco di 100 mila metri quadri.
ISOLA AMBIENTALE DEI NAVIGLI L'Isola ambientale dei Navigli si farà, in modo da terminare i lavori della pedonalizzazione della zona contestualmente alla fine dei lavori del parcheggio sotto la Darsena.
Non so riconoscere la zona Genius, ma credo che sia vecchia 'sta foto, perchè sono ancora presenti sulla strada i cassonetti per la raccolta del vetro e la carta, cosa che non si vede ormai da un bel pezzo a Milano e in Lombardia.
jpg Mentre gli edifici sullo sfondo sono la nuova facoltà di giornalismo aperta da poco sulle aree ex-Marelli Nel tuo rendering si notano pure due binari del tram: sicuramente è la linea che vogliono fare a Sesto: probabilmente , dalla direzione che sembra prendere nel rendering (la visuale è rivolta verso sud, verso Milano, zona Precotto) andrà a ricongiungersi alla linea 7 di Milano (Testi-Bicocca-Precotto- ed in futuro Gobba) e al deposito tranviario che hanno appena costruito a Precotto (ancora vuoto perchè i binari devono ancora arrivare, seppur pare che stiano lavorando in tal senso.
@Zarkon La nuova sede del Gruppo Rcs (Rizzoli Corriere della Sera) deve sorgere in quell'area che è vicina al Parco Lambro, zona cascina Gobba: ai confini Nord orientali del Comune di Milano Se ne era già parlato in passato sul forum La nuova sede comprenderà edifici a corpo basso e una torre di 80 metri d'altezza Volevo postare qualche immagine del progetto, ma non sono stato capace di trovarle :( Il progetto sembra essere scomparso dal web.
Il Bosco in Città, a Baggio, è stato ampliato di 300mila metri quadrati; il Parco delle Cave, nella stessa zona, di 700mila; il Parco Nord, sul territorio di Milano, di altri 900mila.
Adesso Hines Italia opera in qualità di project manager (acquisizione, finanziamento, urbanistica, fase progettuale e realizzativa, locazione e vendita) dell'operazione di riqualificazione dell'area Garibaldi Repubblica per conto della società Caprera.
La vendita verrà effettuata tramite asta pubblica competitiva destinata a investitori finanziari istituzionali e senza diritto di prelazione per l'ente pubblico.
ripavimentazione con cordoni a raso di separazione della parte carrabile, porfido sulla carreggiata e autobloccanti in sede di marciapiede (lato edifici); posa di dissuasori di sosta (paletti in ghisa) verso il monumento a difesa della zona di marciapiede; rimozione degli arredi esistenti ad esclusione della parte definita in fregio al nuovo edificio; Risorse finanziarie e tempistica.
«La zona diventerà espressione del prestigio culturale della nostra regione - sottolinea il governatore Roberto Formigoni -.
Le aree dismesse ex Falck Vulcano ed ex Concordia, invece, sono state candidate dai proprietari - Edoardo Caltagirone in un caso e Luigi Zunino nell’altro - a ospitare la sede della Rai quando l’ente radiotelevisivo di stato lascerà gli storici spazi in zona Fiera a Milano.
La via è proprio quella: il palazzo proprio dietro quello del progetto è l'attuale sede della Rizzoli; anche dalle planimetrie della zona si capisce.
), ma, guarda caso, parla di un progetto di un grattacielo a Milano in zona Varesine e spunta fuori un disegno di un grattacielo su un luogo che potrebbe essere, morfologicamente, davvero le ex-Varesine.
E' con questo spirito che è stata pensata dal management la ristrutturazione della sede milanese di via Caracciolo 51, nella zona nord-ovest del capoluogo lombardo, e il concorso di idee indetto per la riqualificazione dell'edificio, dove sorgeva la storica sede dell'Aem.
Manca ancora il voto del Consiglio di zona 8 (ma è già passato in commissione) e manca l’approvazione della giunta di Palazzo Marino.
, contribuirà alla salvaguardia dell'equilibrio climatico dell'intera zona, dando ampie superfici traspiranti che favoriranno il raffrescamento estivo.
“Costruiremo un’isola ambientale nella zona di Ponte Vecchio e daremo una nuova dignità alla Piazza Piccoli Martiri, luogo di grande valore emotivo e storico per i cittadini milanesi.
Ne metto qualcuna, scommetto che molti milanesi del forum non hanno mai visto questa strana costruzione nella zona Gallaratese.



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TEXT CACHED
Nel 1903 il Consiglio Comunale approva l'istituzione di una Azienda speciale per la costruzione e la gestione delle case popolari.
Un intervento di demolizione sostituisce le 'case minime' alla Baggina, con un intervento di edilizia residenziale pubblica coordinato tra IACPM e Comune di Milano.
Tra il 1905 e il 1908 viene completato il Quartiere di via Benedetto Marcello da parte della “Società Edificatrice di Case per Operai, bagni e lavatoi pubblici”: le case, con fronti esterne improntate ad un giusto decoro ma con  organizzazione a ballatoi continui su ogni piano, hanno ancora gabinetti esterni in comune e alloggi da uno a tre locali.
Anche nei casi migliori, però, si tratta pur sempre di agglomerati di case ai margini della maglia cittadina, privi di luoghi di vita associativa, salvo eventualmente quelli previsti dalle istituzioni del regime.
Nel 1946 avviene la trasformazione dell'Istituto in Istituto Autonomo Case Popolari di Milano (IACPM), gestendo l'opera di ricostruzione, impostando i nuovi quartieri e portando a termine il Quartiere San Siro e una serie di realizzazioni in tutta la provincia; tutto questo anche grazie alla Legge Tupini (1949) e al Piano Case per Lavoratori (Fanfani, INA-Casa).
le case a riscatto (Romagna, Plinio, Lipari) destinate ai ceti borghesi e ad una futura cessione in proprietà dell’inquilino; 2.
L’anno successivo il Comune stanzia 4 milioni di lire per la realizzazione delle prime case popolari: in tutto 148 alloggi.
Il dopoguerra e l’industrializzazione degli anni 50 Negli anni che vanno dal 1945 ai primi Anni 50, l’ICP riprende la sua  poderosa attività edificatrice realizzando case senza completamento di servizi, ma con maggiore attenzione agli spazi verdi.
Tra le due Guerre Nel 1922 l’Istituto cambia denominazione in “Istituto per le Case Popolari" (ICP) e contemporaneamente viene fondato l’Istituto per le case economiche”, con lo scopo di costruire abitazioni civili da cedere in graduale ammortamento al ceto medio.
Anche la tipologia degli edifici risulta notevolmente migliorata: la disposizione dei caseggiati apre delle zone di luce sui cortili direttamente dalla strada; all’andamento lineare dei ballatoi, che disimpegnano gli alloggi minori, fa da contrappunto l’enfasi attribuita agli ingressi principali ed agli elementi plastici verticali (balconi e corpi scala), che la vivacità degli intonaci fa risaltare le facciate completamente disadorne.
Per i futuri immigrati, si predispone un ambiente non troppo diverso da quello di origine, con case a schiera, grandi corti, piccoli archi di portico.
Un intervento di notevoli dimensioni e rilievo è il quartiere residenziale INA-Casa Harar di via Dessiè Harar, situato in una zona di nuova urbanizzazione su di un radiale di grande traffico, che presenta una serie di edifici di 4/5 piani e di casette a schiera, immersi in una zona verde con scuola e asilo.
Con i piani di attuazione INA-Casa ('49-'56) e Gescal ('56-'63) si verifica un intreccio di interventi, con la presenza contemporanea sia nell’edilizia pubblica che privata, di edifici di tipologie differenti (case a schiera, di 4/5 piani ma anche di nove).
La Storia delle case popolari è la storia della città  A Milano l’esigenza di costruire abitazioni per il ceto meno abbiente è sentito fin dall’Unità d’Italia.
L’anno successivo l'Istituto realizza quattro villaggi di casette: Baravalle, Campo dei Fiori, Gran Sasso e Tiepolo.
Purtroppo, ciò non è sufficiente a ridare la dignità abitativa a tutti gli abitanti delle case di edilizia residenziale pubblica di Milano e provincia, data la vastità del patrimonio e l’incuria attuata per decenni.
Si continua a costruire, portando a termine progetti già ideati prima della riforma come il Quartiere Gescal Fulvio Testi (1971/73), le case torri nel quartiere Ca’ Granda (1972/77) e il Quartiere Gescal Quarto Cagnino (iniziato fin dal 1967 e terminato nel ‘73): quest’ultimo, progettato da ben 17 architetti, cerca di creare un brano di città che si inserisca nel contesto urbano.
Sempre per il ricovero transitorio delle famiglie sfrattate, nel 1929 vengono edificate due Case Albergo: una a Quarto Oggiaro e l’altra in via dei Cinquecento.
Al contempo, entra in vigore la verifica dei redditi degli inquilini adeguandone i canoni d'affitto.
La struttura del quartiere si fonda su di un nucleo a bandiera, lungo l'asse stradale a scorrimento veloce di via dei Missaglia, mentre il traffico locale è smistato lungo un anello interno; a questo si aggiunge una rete di strade private a traffico lento per l'accesso alle case e una serie di percorsi pedonali.

Pur mantenendo l'affitto semplice, per alcuni grandi appartamenti viene introdotto il deposito a sovvenzione, restituibile in 20/30 anni con interessi del 2,5-3%, ed il patto di futura vendita.
le case popolari di tipo comune (in semplice affitto), edifici destinati ai ceti più eterogenei; 3.
Storia case popolari;ilte;29/06/2000;;;
Sono quelli gli anni in cui il programma della Giunta Comunale prevede un’intensa attività: macelli pubblici, mercati coperti, bagni e lavatoi pubblici, fontane pubbliche e case per operai; e ancora fognature, acqua potabile e trasporti pubblici.
Vengono edificate le prime case operaie della Fondazione Umanitaria, progettate dall’architetto Giovanni Broglio, che sceglie un tipo di edilizia economica allora all'avanguardia: case di tre o quattro piani, collegate fra loro da terrazzini e disposte a quadrato intorno a grandi cortili interni, ricchi di verde.
Nascita dell’Istituto Nel 1908, con Regio Decreto di Vittorio Emanuele III viene fondato l’ISTITUTO PER LE CASE POPOLARI ED ECONOMICHE DI MILANO.
Le case ultrapopolari, destinate ai ceti assai poveri, generalmente composte da alloggi di un locale (per questo motivo viene ripreso l'uso dei ballatoi), dove la latrina e l’acquaio vengono alloggiati nell’intercapedine tra le pareti esterne, per ottenere la massima economia.
• Quartiere Lorenteggio (1952/59) • Quartieri Barzoni (casette unifamiliari), Lorenteggio-Inganni, Primaticcio e Primaticcio II, Palmanova (casette unifamiliari): tutti del  1953 • Quartiere Lorenteggio, casette unifamiliari (1953/55) • Quartiere Ca’ Granda Nord (1954/58).
Vi sono cortili interni e giardinetti, alcuni edifici sono senza negozi, sulla facciata sono presenti motivi decorativi (mensole sotto i balconi, cornici più o meno elaborate alle finestre, frontoni) elementi presenti fino da allora nelle case borghesi.
L’anno successivo iniziano ad operare istituzioni benefiche ed assistenziali private, come la “Società Edificatrice di Case operaie e lavatoi pubblici" e la “Istituzione delle case operaie di San Fermo e Montebello", che realizzano edifici a caserma di quattro-cinque piani, con appartamenti separati di due locali.
In questo periodo si inizia anche la realizzazione delle case economiche: in questo caso, per non incidere troppo sui costi e per non rinunciarvi, le decorazioni sono solo disegnate.
Dal 1926 al 1931 vengono costruiti 20 quartieri: Giovinezza (ora Piola), Vanvitelli (ora Verrocchio), XXVIII Ottobre (ora Stadera), Solari, Villapizzone, Ugo Pepe (ora Bibbiena), Crespi (ora Belinzaghi), Romagna, Tonoli lotti A-B e Caimi (ora Forlanini) Tonoli lotto D (ora Aselli), Anzani, Regina Elena (ora Mazzini), Polesine, Emilio Melloni (ora Calvairate), Giambologna, Plinio, Lipari (ora Lipari, Vepra e Giovio), e Piolti - De Bianchi.
del 1935 la nuova denominazione in “Istituto Fascista Autonomo per le Case Popolari" (IFACP), sotto la quale vengono edificati:  • il Quartiere Nazario Sauro (1935/38); • le 'Case Minime' alla Baggina (Baggio), Bruzzano e Vialba (1937/39): • il Quartiere comunale Ettore Ponti (1938/41); • i Quartieri Renzo e Mario Mina, ora Lorenteggio (1938/44); • i quartieri Milite Ignoto e Gabriele D'Annunzio (ora quartiere S.
Case aperte su tutti i lati al posto delle solite caserme col cortile chiuso; case fatte per la salute degli abitanti, ben allineate e razionalmente disposte.
Una relazione del Comune rivela che l’addensamento medio è di 3-4 persone per ogni stanza, che le condizioni igieniche sono gravi e le case hanno poca aria e luce, che sono perlopiù senza acqua corrente, senza fognature e con latrine, tutte di uso comune, insufficienti.
E case progettate da Giovanni Broglio ricevono il primo premio assegnato dall'Esposizione Internazionale del 1906, per la linea innovativa che verrà ripresa dall'Istituto per le Case Popolari durante la direzione di Alessandro Schiavi.
Tra il 1933 e il ’34 vengono costruite le 'Case Minime' alla Trecca, in via Zama, destinate agli sfrattati dagli sventramenti del centro e ai contadini inurbatisi nelle baracche, mentre si continua anche a costruire quartieri come il Tonoli A-B e Caimi (ora Forlanini), il Cesare Battisti (ora Vasari), Verrocchio, Juvara, Barbieri (ora Biscioia), realizzati tra il 1933-39.
In quegli anni però le abitazioni dell’ICP sono le uniche disponibili per i ceti popolari: solo alcune medie e grandi industrie realizzano case, asili e spacci per i dipendenti; per il resto, l’iniziativa privata è praticamente assente.
Il criterio dell'economia ad ogni costo porta ad un affollamento irrazionale; la lentezza dei tempi di attuazione ed il grande numero di progettisti che vi lavorarono autonomamente, portano ad un aspetto eterogeneo, con edifici in stile tradizionale, villette a tetto spiovente, fabbricati con l'aspetto di case ultrapopolari.
Ciò fu reso possibile grazie alla legge Luzzati per le case popolari, dove si riconosceva come indispensabile l'intervento pubblico nel settore dell'edilizia, fin ad allora lasciato alle iniziative filantropiche  o mutualistiche.
Sono infatti di quegli anni: • Quartiere Boccioni (1950) • Quartiere Mangiagalli II (1950/52) • Quartieri Omero (1949/55), Pezzotti, Lorenteggio, Baggio I e II (1950/53) • Quartiere Baggio II, uno dei primi e più periferici interventi INA-Casa, ma che presenta una lottizzazione razionale delle case d’abitazione che si svolge attorno ad una zona verde in cui sorgono la scuola, l’asilo, i negozi e la parrocchia • Quartiere Gabrio Rosa (1951) • Quartiere Antonini (1951/53) • Quartiere Giambellino (1951/55) • Quartiere Cogne (1951/56) • Quartiere residenziale INA-Casa di Cesate (1952/56), che segna l'inizio dei quartieri coordinati al loro interno, in dimensioni tali da permettere interventi organici anziché un insieme di interventi casuali.
Viene inoltre edificato il Quartiere Moncucco (1978/81) ed eliminate le ‘Case Minime’ di via Zama alla Trecca (1978), viale Rubicone (1979), via Forze Armate alla Baggina e quelle di Vialba (1983), comprese le “casette finlandesi” in legno di viale Primaticcio: verranno sostituite dai Quartieri Via Zama, Cascina Anna, Via Forze Armate, Vialba e Primaticcio.
1 (1957/68): previsto come parte del più ampio quartiere Gallaratese, sorge sull’area su cui si sarebbe dovuto realizzare una delle quattro “città satelliti”, il quartiere Costanzo Ciano  • Quartiere Bonfadini, Quarto Cagnino (1958) • Quartiere Taliedo (1958/60): viene realizzato in una zona di nuovo sviluppo urbanistico.
Contemporaneamente, sorgono: • Quartiere Meda (1956/58) • Quartiere Ca’ Granda Nord (1956/61) • Quartiere INA Casa Vialba I (1957/60) che tenta di ricreare un complesso residenziale vario ed articolato attraverso un impianto stradale sinuoso e una composizione di case a 3-4 piani • il Gallaratese G.



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Vicinato solidale tra le famiglie
Alcune esperienze di questo genere, sono gli “insediamenti” delle famiglie legate alla spiritualità di Cl: una scelta “leggera” di vicinato solidale, scegliendo di vivere in affitto in uno stesso condominio a Varese, oppure nelle villette a schiera nei paesi della zona, per condividere lo stesso stile di fraternità insegnato da don Giussani.
Oppure pensiamo alle due esperienze varesine legate all’associazione “Comunità e famiglia onlus”, che ha visto la luce negli anni Settanta a Milano nella cascina Villapizzone attorno a un gruppo di gesuiti: si tratta della Comunità del Bostano di Laveno Mombello e di Casa Betlem a Castello Cabiaglio.

I vantaggi si percepiscono immediatamente nell’ora del bisogno: una malattia, una difficoltà lavorativa, una crisi in famiglia possono immediatamente creare una situazione drammatica, se si è soli ad affrontarla Mentre l’impostazione urbanistica delle nostre città e dei paesi sembra parlare un linguaggio tutto diverso, costringendo o invitando i singoli e le famiglie ad un sostanziale isolamento, trasformando appartamenti e villette a schiera in territori assolutamente inviolabili, c’è chi, anche a fatica e dopo molto tempo, riesce a trovare una soluzione diversa.



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“L’osservatorio – ha dichiarato Giorgio Viganò, presidente dell’Osservatorio permanente sul mercato immobiliare della Camera di commercio di Milano – rappresenta un’occasione per valutare il consuntivo e la situazione del mercato immobiliare.
Chi cresce di più…e chi meno La zona che è cresciuta di più nel secondo semestre del 2005 è la Zona Est (Tribunale, Indipendenza, porta Venezia) con il 2,2% (4,2% in un anno), segue il Centro con 1,9% (3,9% in un anno).
Questi incrementi sono intressanti segnali di come stia proseguendo lo sviluppo economico immobiliare del territorio”.
Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla ventinovesima edizione della “Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Milano” sul primo semestre 2006 realizzata da Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, in collaborazione con Fimaa Milano.
"Il mercato immobiliare - ha commentato Antonio Pastore, presidente di Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano – tiene ma non corre.
) +1,1% (+5,3% in un anno) e la Zona Nord (Quarto Oggiaro, Solferino, Lagosta, Carbonari), con il +0,6% (+1,1% in un anno) mentre la Zona Sud (Navigli, Porta Genova, viale Bligny, etc.
Operazioni di trasparenza e di informazione come quella di oggi sono essenziali per accompagnare senza traumi la domanda e l’offerta di immobili al corretto punto di equilibrio”.
I prezzi degli immobili aumentano del 1,2% nel primo semestre del 2006 (+3,0% in un anno, +92,6% in dieci anni).
Quartiere Gallaratese Trenno registra l’aumento più alto della zona ed il secondo di tutta Milano + 4,8%.
10 luglio 2006 - Il mercato immobiliare non cessa di crescere negli ultimi sei mesi, anche se con meno enfasi.
Nella Zona Est il primato spetta a Udine con +8,2% mentre a Sud la velocista è Cermenate Ortles +3,5%.
Ma i dati ci suggeriscono anche che la provincia non è più un’area marginale e si propone oggi come elemento di sviluppo con un mercato immobiliare che sta crescendo a ritmi doppi rispetto quello del capoluogo”.
350 1,4% 3,8% 9,8% 58,5% 96,7% Fonte: Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Milano” sul primo semestre 2006 realizzata da Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, in collaborazione con Fimaa Milano Ii sem 05 I sem 06 6 mesi 1 anno 2 anni 5 anni 10 anni Zona media media Augusto 6.
Ambrogio – Torretta, Pellegrino Rossi - Affori – Bruzzano, Cermenate Ortles, Musocco – Villapizzone, Riguarda, Padova – Palmanova, Ronchetto Lodovico il Moro, Gratosoglio – Missaglia.

La crescita dei valori immobiliari degli appartamenti è stata del 3,5% semestrale e del 6,7% annuale, contro 1,2% e 3% di Milano Il mercato degli uffici è sicuramente un mercato più tonico rispetto al resto della Provincia, segnando per Monza e Brianza un incremento dei prezzi del 3,8% contro 1,7% del territorio milanese provinciale, mentre per il mercato dei capannoni si registra un +3,5% per la nuova Brianza che è una crescita superiore alla media provinciale di +2,8%.
Tutti i dati della ricerca Mercato immobiliare in crescita: le case – Continuano a crescere i prezzi delle case: 4.
689 di Milano città, si configura - sostiene Mauro Danielli - vice presidente di Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano - come secondo mercato più importante del milanese.
marketpress
A Sud battuta d’arresto a 0% per tutta la zona tranne Bligny Toscana mentre a Ovest segnano + 0% Leopardi - Boccaccio – Pagano, Parco Castello, Washington - Po – Vesuvio, Inganni - S.
Fonte: Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Milano” sul primo semestre 2006 realizzata da Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, in collaborazione con Fimaa Milano Ii sem 05 I sem 06 6 mesi 1 anno 2 anni 5 anni 10 anni Milano del Verde Parco Castello 5.
Fulvio Testi – Bicocca invece l’unica zona che diminuisce –1,5%, 30 le zone ferme a 0%,Venezia – Monforte, Mercalli – Quadronno, Leopardi - Boccaccio – Pagano, Parco Castello,conca del Naviglio - Porta Genova, Navigli – Cassala, Washington - Po – Vesuvio, Solari – Napoli, Buenos Aires – Vitruvio, Carbonari – Maggiolina, Sarpi – Procaccino, Argonne – Corsica, Gen.



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